Budapescht- canzone yiddisch

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darllenwr
00martedì 29 giugno 2010 22:09
Devo ammettere che la cultura ebraica mi ha sempre affascinato molto, sopratutto quella ashkenazita, ovvero degli ebrei di origine tedesca che nel corso dei secoli si sono spostati nell’Europa orientale, soprattutto Polonia e Lituania, dove costituivano (prima dei luttuosi eventi degli anni ’40) una parte significativa della popolazione (Vilnius veniva addiritttura chiamata la “Gerusalemme del nord”), presente non solo nelle grandi città, ma anche in molti villaggi, gli shtetl (parola che deriva dal tedesco stadt “città”) dove gli ebrei costituivano la maggioranza della popolazione, costoro avevano una loro lingua, lo yiddisch, che è praticamente tedesco con influenze ebraiche e slave, ed un lor particolare stile musicale, il klezmer, ultimamente questa cultura è stata riscoperta, anche grazie all’opera di artisti come Moni Ovadia.. Questa a mio modesto avviso è una delle più belle canzoni che abbia mai ascoltato in quella lingua, si intitola Budapescht (ovvero Budapest, la capitale ungherese) e narra delle speranze sentimentali deluse di un giovanotto troppo ingenuo, in questo video la si può ascoltare nell’esecuzione di Karsten Troyke (tra l’altro è un video che mi piace molto perché l’autore vi ha inserito molte immagini di quadri di Marc Chagall, uno dei miei artisti preferiti, almeno tra quelli moderni)



Ecco il testo, come si vede è abbastanza simile al tedesco:
Ich bin a Bucher jîng în frailech, ich fil sech gît,
es bengt sech mir nuch Libe,
es bengt sech mir nuch Glik.
Ich vill gain in alle Gassn în vill schrain: Gewalt!
A Maidale git mir bald!

Wail ich bin a Bucher jîng în frisch,
´ch gai sech ous mamesz far a Kîsch,
tref iech mir a Lodze Ponienka,
sie red poilisch în ich mîss stenkn:
Ja sze kocham a ty ´spysz! *

Schpiel, Zigainer of dain Fidl,
schpiel mir up a Liebesliedl,
wail ich hob gelosst main Harts in Budapescht
in die Nacht ven die Levune hot geschaint.

Ich hob gevolt mit ihr bouen a Nest
în sie hot fîn mir sech ousgelacht
Ich hob gemaint, sie liebt mech ainem!
Sie libt nor mech în mehr nischt kainem!
Ich hob gemaint, ich kon fartrouen -
falsch is sie vie alle Frouen.

Bai die Rogatke `ch hob sie gelosst schtain!
*questo verso è in polacco, vuole dire: “ti amo, ma tu dormi”
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